
Non posso ancora per te cantare
la mia voce s'è persa nei meandri di pavimenti d'asfalto
non posso ancora per te suonare la mia musica
spenta da un'ondata di tristezza
non posso tenderti le mani chiuse
dita ancora amputate svogliate
non posso pensare a te come a realtà
a volte mi prende la tua voce
il tuo tendermi la mano
nuova s'avvicina a passo di lieve danza
la mia anima m'appare colma d'altro un momento
ora mezza vuota
stordita ancora verso un paesaggio
che piano sfiorisce in me
comincerò a narrarti, adagio
forse domani, il domani che sarà forse.
Lentamente, lentamente tutto muta
in giochi festosi.
Domani... quando il cielo mostrerà
il suo sole alto
e le anime saranno di nuovo libere
nel loro antico volo.
Domani...
gelsomini alle finestre...
libro mai narrato...
domani...
ci penseremo domani
ora solo sogno
di ritrovarmi per intero
usignolo nel mio cielo
... domani
Doriana Puglisi
25 aprile 2012 h. 16,00





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